In barca con i cani, attenzione al loro benessere
Portare con sé il proprio pet anche durante gite e viaggi in barca è una possibilità da considerare per i mesi estivi. È necessario però prestare molta attenzione alle esigenze di cani e gatti e metterle al primo posto. Non sempre infatti gli animali si trovano a proprio agio durante la navigazione
Sono sempre di più le agenzie che propongono esperienze o tour in barca in cui è possibile portare con sé gli animali domestici. Società come ItalyCharter o Le Boat offrono per l’estate 2025 diverse occasioni per far salire a bordo delle loro imbarcazioni a noleggio cani e gatti, per una giornata, un weekend o anche per più settimane, con o senza uno skipper dedicato.
L’idea è allettante, anche perché permette ai proprietari di rimanere a fianco del proprio pet, senza dovergli trovare una sistemazione alternativa durante le ferie. Tuttavia, è necessario documentarsi e prepararsi molto bene prima di salpare con un cane o un gatto a bordo.
“Molti padroni vogliono passare più tempo possibile con il proprio animale domestico, il che è assolutamente comprensibile – spiega Silvia Landi, giornalista e biologa che scrive di mare per GreenPlanner – ma questo desiderio non deve passare sopra alle esigenze dell’animale. Una barca è infatti un mondo totalmente nuovo, in cui non è detto che un cane o un gatto si trovi subito a proprio agio“.
È fondamentale infatti, come prima cosa, provare a capire quanto il proprio animale è adattabile a situazioni nuove e anche quanto stress prova in ambienti ristretti.
L’avvicinamento agli spazi della barca dovrebbe essere dunque progressivo e lento, soprattutto se si tratta di un mezzo piccolo, in cui il moto del mare è quindi più percepibile.
“Nella mia esperienza, ci sono cani dal carattere più tranquillo che dopo poco si muovono sulla barca senza grossi problemi – dice Landi – e altri che anche dopo anni di escursioni non si sentono ancora sicuri, appaiono agitati a causa dei continui movimenti e suoni.
Alcuni cani e alcuni gatti infatti sono molto legati alla dimensione domestica e non si trovano bene in altri contesti. È stato così per i miei Weimaraner: la prima, Maja, è adatta alla vita da barca, la seconda, Mafalda, è molto più timorosa. Queste inclinazioni vanno notate prima di decidere di partire, anche solo per una giornata, o di comprare una barca: non ha senso stressare l’animale e forzarlo troppo“.
Anche il rapporto con l’acqua del nostro pet andrebbe indagato in anticipo, per evitargli disagio e paura. E non solo: alcuni esemplari soffrono il mal di mare, proprio come le persone, quindi la navigazione per loro sarebbe una vera sofferenza.


Un altro elemento importante da tenere a mente è il fatto che i cani hanno la necessità di pause frequenti per fare i loro bisogni e qualche breve passeggiata.
“È un fattore che non si può non prendere in considerazione quando si progetta un itinerario – aggiunge Landi – i gatti possono adattarsi a usare una lettiera, ma se ci si muove con dei cani è obbligatorio prevedere delle pause frequenti in luoghi adatti e ai giusti orari“.
Bisognerà quindi organizzarsi per raggiungere un porto o portare il cane a riva con un tender, pianificando le navigazioni più lunghe solo per la notte, quando il cane è addormentato.
I gatti presentano invece problematiche diverse, legate soprattutto alla loro sicurezza. “I felini sono molto agili e se hanno sufficiente confidenza tenderanno a esplorare la barca e tutti i suoi nascondigli – spiega Landi – quindi vedo un certo rischio che cadano in acqua, soprattutto se non sono già abituati a stare in mare. I cani solitamente sono più sedentari e facili da gestire sotto questo punto di vista“.
Prima di partire, bisogna quindi capire – almeno per i primi viaggi – se qualcuno si potrà occupare di tenere il gatto sotto controllo ed evitare che si allontani troppo.
Un ultimo fattore da tenere a mente è la presenza di altri ospiti sull’imbarcazione, questa volta umani. Landi ricorda infatti che passare tanto tempo con uno o più animali in un ambiente piccolo può dare notevoli problemi di allergia a chi è soggetto, anche perché il pelo rimarrà inevitabilmente concentrato in alcune zone della barca.
“In generale, penso che i proprietari dovrebbero ricordare sempre che il posto giusto e naturale per i propri animali è la terraferma – conclude Landi – quindi, anche se alcuni esemplari possono veramente divertirsi durante gite in mare o sui laghi, per la maggior parte di loro partire in barca provoca un certo grado di agitazione“.
Ben venga quindi l’organizzazione di una giornata da marinaio per il proprio pet, ma solo dopo aver fatto molte prove ed esperimenti rimanendo ancorati al molo.


